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E. 646.063 STORY

di Michele Mingari

(per gentile concessione A.C.M.E.)

 

 

La locomotiva E. 646.063 è stata la settima (N° di costruzione 575e) del lotto di undici unità assegnate in costruzione alla S.N.O.S., Società Nazionale delle Officine di Savigliano (Cuneo).

 

Entrata in servizio nel 1963, questa locomotiva è stata dapprima assegnata al Deposito Locomotive di Milano Greco, quindi a Torino.

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La E. 646.063, del Deposito di Milano Greco, il 25 aprile 1974 ha appena lasciato Rimini alla testa del TEE “Adriatico” Bari-Milano, all’epoca ancora formato di sole carrozze Gran Conforto di 1a classe. Foto Michele Mingari.

 

 

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Nel 1978 la locomotiva fu assegnata a Torino, dove peraltro era già stata in dotazione sul finire degli anni Sessanta. Qui la vediamo  il 14/8/1978 in testa all’Espresso 647 Torino-Ventimiglia, in arrivo a Mondovì. Foto Michele Mingari.

 

 

La E. 646.063 rimase al Deposito di Torino fino a tutto il 1979, fino cioè alla scadenza della percorrenza utile prima della successiva revisione, che avvenne alla fine del 1979 ad opera delle Officine di Foligno. Nell’occasione, la locomotiva fu privata delle modanature e ricevette la livrea allora in uso, con la fascia frontale verde tra i fanali e la particolarità della zona di imperiale sotto i pantografi di colore castano. Contestualmente all’entrata in servizio delle “nuove” E. 656, numerose E. 646 furono trasferite in Sicilia, al Deposito Locomotive di Messina, tra queste anche la 063 che, conclusa la revisione, non ritornò a Torino ma raggiunse l’Isola.

 

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Due immagini “siciliane” della E. 646.063. A sinistra, a Cefalù, il 25 giugno 1982, in testa ad un treno “per il continente”, con un servizio postale Palermo-Messina (foto Michael Alderman). A destra, in testa alla sezione di Siracusa del Rapido “Aurora” in partenza per Roma, espletato con Carrozze Eurofima, il 18 aprile 1983 (foto Gerold Hoernig).

 

 

Insieme alla E. 646.024, la E. 646.063  fu la prima a ricevere i vetri frontali con cornici rinforzate, tipo “Triplex” che hanno conferito al suo aspetto una caratteristica di singolarità.

 

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Ancora due immagini della E. 646.063 in Sicilia. A sinistra, in partenza da una stazione della Linea Messina- Palermo (foto  Sparacio). A destra, in sosta nel deposito di Messina (foto. F. Cherubini)

 

 

Alla successiva ulteriore scadenza di revisione, la E. 646.063 fu modificata presso le officine di Cittadella per il servizio navetta con installazione del telecomando a 78 poli , chiusura dei finestrini della fiancata e montaggio delle serpentine sul tetto e quindi rientrò a Messina.

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La E. 646.063 attrezzata per la reversibilità il 20 settembre 1984 in attesa della partenza in stazione di Messina ed in sosta sui binari del deposito di Messina, affiancato da un complesso di locomotive del E. 321 - E. 322. I numeri della marcatura frontale, con ombreggiatura nera e con caratteri “fuori ordinanza” indicano chiaramente che la trasformazione è stata fatta presso le Officine di Cittadella (foto a sx Michele Mingari, foto a dx Giuseppe Sparacio).

 

 

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Ancora due immagini della E. 646.063 in servizio in Sicilia in testa a composizioni di carrozze per medie distanze con vestiboli para-centrali (MDVC) gentilmente forniteci da Giuseppe Sparacio.

 

 

Conclusa la permanenza in terra siciliana, negli anni Novanta la E. 646.063 fu trasferita al nord, a Milano Smistamento, con una breve parentesi di alcuni anni in dotazione al Deposito Locomotive di Cremona.

 

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La E. 646.063 da poco reduce da una revisione, in testa al treno locale 10849 Milano P.Garibaldi-Bergamo in stazione di Milano Lambrate il 9 ottobre 1993, quando era assegnata al Deposito Locomotive di Cremona. E’ ancora presente - e visibile - la targa supplementare “Cittadella” della trasformazione in “Navetta”, applicata sotto quella originale del costruttore “Savigliano”. (Foto Bonaca).

 

Seguirono gli anni della livrea XMPR e del progressivo “demansionamento” della locomotiva a servizi sempre meno impegnativi, fino al definitivo accantonamento.

La locomotiva si trova attualmente accantonata sui binari di ricovero della stazione di Foggia, ultima sua assegnazione (anno 2006), in attesa della fiamma ossidrica.

 

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Foto: www.trenomania.org