La vecchia Linea di valico dei Peloritani tra passato, presente e ipotesi di riqualificazione

 

di Gualtiero Palermo

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Si è svolta Domenica 6  marzo la IV° Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, appuntamento promosso dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do. - http://www.ferroviedimenticate.it/eventi_2011.htm) articolatosi in più di 80 iniziative, dal nord al sud Italia, che hanno coinvolto associazioni, enti e appassionati che intendono promuovere, valorizzare e richiamare l’attenzione sulle migliaia di chilometri di linee ferroviarie dismesse e abbandonate presenti in tutto il territorio nazionale.

 

Gli eventi si sono svolti con modalità diverse e tutte originali: visite sui luoghi, passeggiate in mountain bike, escursioni in piena linea, convegni, dibattiti, proiezioni e letture di poesie.

 

La nostra Associazione Ferrovie Siciliane - AFS, per l’occasione e grazie all’ospitalità concessale dal Dopolavoro ferroviario del capoluogo peloritano, ha proposto un incontro-dibattito sulla vecchia linea di valico dei Peloritani.

Questa tratta ferroviaria, inaugurata il 20 giugno del 1889, dando via al servizio ferroviario tra Messina e San Filippo del Mela, fu chiusa per l'apertura di una nuova variante, interamente in galleria, il 24 novembre 2001.

L’originario tracciato si sviluppava per oltre 5 chilometri attraverso il tessuto urbano di Messina, tra Gazzi e la stazione di Camaro, con infrastrutture di grande rilevanza storica ed architettonica quali il ponte di Camaro.

 

Imboccata la galleria di valico (Peloritana) la linea proseguiva ai margini del torrente Gallo passando per la stazioncina di Gesso e per il ponte che prende il nome dall’omonimo torrente (Gallo), andando a terminare presso la stazione di Villafranca Tirrena per un totale di circa 15 chilometri tra città e campagna e oltre un secolo di onorato servizio.

 

Dopo una breve presentazione, a cura del socio e segretario Vincenzo Annuario, sulle attività e sugli scopi culturali su cui opera l'associazione AFS, tra realtà e modellismo, creando un connubio unico attivo nella città di Messina, è stato presentato un mini documentario, curato dal socio Gualtiero Palermo.

 

L'obiettivo di tale proiezione, suddivisa analiticamente in sezioni (stazioni, ponti, gallerie e ferrovia), è stato quello di effettuare una ricognizione sullo stato dei luoghi e dell'infrastruttura ferroviaria dalla sua chiusura ad oggi. Non sono mancati alcuni minuti finali dedicati alla storia del valico con immagini uniche e preziosi documenti gentilmente messi a disposizione da soci e simpatizzati che sostengono le attività dell’AFS.

 

Di grande impatto emotivo, la proiezione ha suscitato non poche perplessità, indignazioni e rabbia ma ha anche rievocato numerosissimi ricordi nella memoria dei tanti ex ferrovieri che hanno partecipato all'iniziativa.

 

A seguire, lo studio d’architettura e progettazione AR.CA. degli architetti Gianluca Ardiri e Natale Caristi (Vicepresidente AFS), ha presentato un'interessantissima ipotesi di riqualificazione in greenway della tratta, di circa 5 Km, compresa tra la zona di Gazzi (il ponte di ferro) e la stazione di Camaro.

 

La greenway ipotizzata dai giovani e valenti professionisti messinesi (v. immagini in basso) seguirebbe interamente il percorso della ferrovia è sarebbe accessibile da 5 punti dislocati, strategicamente, lungo il percorso, con ampi spazi ricreativi per tutte le esigenze.

Una siffatta realizzazione, tanto come percorso ciclabile (e carrabile) quanto in forma di passeggiata pedonale avrebbe, senza ombra di dubbio, una forte valenza sociale e restituirebbe alla città un meritato spazio verde, favorendo la crescita e lo sviluppo sociale ed economico delle aree attraversate.

E non solo! All’interno delle gallerie, seguendo la forma tondeggiante delle pareti, potrebbero sorgere dei pannelli fotografici sulla storia della città e della sua ferrovia, insomma una sorta di rassegna foto-documentaria che si sviluppa parallelamente alla greenway!.

La folta e competente platea che ha partecipato alla manifestazione, con l’attenta osservazione di quanto proposto e la successiva interessata partecipazione al dibattito, ha dimostrato di avere apprezzato tantissimo la proposta AFS ed ha invitato i suoi rappresentanti ad attivarsi nei confronti degli enti, delle istituzioni e dei soggetti preposti per presentare anche a loro questa ipotesi di sfruttamento di un’area ormai in disuso ma che, con costi sostenibili (secondo stime ufficiose potrebbero bastare meno di 3 milioni di euro), offrirebbe al capoluogo peloritano ed alla sua cittadinanza un ulteriore spazio verde e di aggregazione sociale, uno spazio la cui assenza contribuisce a relegare, oggi, Messina agli ultimi posti delle graduatorie di vivibilità delle città del nostro Paese.