Oggi vi sono produzioni modellistiche di grandissimo realismo, i modelli sono estremamente dettagliati, e molti di noi cercano , nel possibile, di ricreare un ambiente che corrisponda il più possibile alla realtà.

Ho sempre amato il dettaglio, anche spinto, sognando di poter vedere girare su un plastico, rotabili vissuti, e non lindi !

Il timore di non essere all’altezza e di rovinare il pezzo, mi ha sempre frenato.

Quest’estate, in concomitanza con l’incontro con l’amico e socio Danilo Vitale, mi si è aperto un mondo nuovo, e la possibilità di vedere , finalmente, i miei rotabili interamente sporcati a dovere.

La tecnica che seguirà, è stata tramandata da Danilo a me, che con il passare del tempo ho fatto mia, modificandola secondo i miei metodi di lavoro ed i miei canoni di sporcatura.

 

Il carro su cui eseguiremo la sporcatura è un Gbhs di Os.Kar

 

Il materiale necessario a questa elaborazione è costituito da colori a tempera o acrilici ( questi ultimi sono più resistenti al maneggiamento dei modelli),  nero, terra di Siena bruciata, terra d’ombra bruciata, rosso ossido (ruggine), due pennelli piatti ( uno più grosso) e, infine, una sezione di una comunissima spugnetta per il lavaggio dei piatti.

 

 

 

Cominciamo il nostro lavoro dal sottocassa, diluiamo un po’ di terra d’ombra bruciata con dell’acqua, e cominciamo a spennellare i carrelli e tutti i particolari.

 

L’aver diluito un bel po il colore, ci permette , all’asciugatura, di non avere una colorazione omogenea.

 

 

 

In attesa che sul sottocassa e carrelli di asciughi il colore, cominciamo a lavorare sul tetto; a mio avviso questa è la parte più divertente.

 

Facciamo una base di rosso ossido a cui aggiungiamo del terra d’ombra bruciato e un po’ di nero (le proporzioni non sono cosi importanti, dovete capire ad occhio quando avrete raggiunto un buon equilibrio), diluitelo ( non molto ) con dell’acqua, intingete il pennello grande e fate una bella striscia orizzontale sul vostro tetto.

 

 

 

Adesso, dovete essere molto rapidi, i colori che utilizziamo hanno un tempo di essiccatura abbastanza breve.

Prendiamo la nostra spugnetta ( utilizziamo il lato giallo e non quello verde) , e cominciamo a picchiettare sul tetto, fino a raggiungere la completa coloritura di quest’ultimo.

Alla fine di questo procedimento, la vernice sarà ancora umida;

tamponiamo la nostra spugnetta su di uno scottex, in modo da privarla del colore in eccesso che si era intriso nel passaggio precedente, e continuiamo a picchiettare il tetto, alternandolo alla pulitura della spugna.

Quando sarete soddisfatti, lasciate asciugare, come per magia la vernice mostrerà tutti colori che avevamo amalgamato, e si presenterà ruvida ed opaca.

 

 

 

Per diversificare tutti i carri del vostro convoglio, potete giocare a vostro piacimento con i colori e la spugna, anche dopo aver ultimato il tetto, utilizzando poco colore e poca acqua, tamponerete il tutto con la spugnetta che ben sfumerà le tonalità, cosi da creare ulteriori sporcature.

Ad esempio, in alcuni carri ,sulla base precedentemente creata, ho realizzato una striscia nera orizzontale al centro del tetto.

 

Passiamo adesso alle fiancate, il lavoro che ci impegnerà più tempo.

Anche qui, possiamo giocare con le tonalità, a seconda di come vogliamo la sporcatura del carro, utilizziamo un terra d’ombra bruciata per rendere il carro fangoso, o viriamo sul nero se lo vogliamo pesantemente sporco ed ingrassato.

Come al solito mescoliamo i nostri colori con acqua, questa volta usiamone poca, e spennelliamo i pannelli della nostra fiancata, evitando di dipingere anche il portellone , assicurandoci invece di far arrivare la nostra “fanghiglia” in tutti gli interstizi.

 

 

 

Puliamo il pennello su uno scottex, ed agiamo nel seguente modo:

prepariamo dell’acqua pulita in un bicchiere , intingiamo il nostro pennellino e poggiamolo direttamente su uno dei pannelli della fiancata.

 

Preferisco lavorare a singolo pannello, in modo da rendere sempre il tutto diverso.

Adesso, utilizziamo lo stesso metodo della spugnetta, ovvero, asciughiamo il nostro pennello e poi poggiamolo sul pannello su cui stiamo lavorando, il pennello assorbirà la mistura venutasi a creare, logicamente dobbiamo ripetere la tecnica più volte.

Lasciamo asciugare, e alla fine noteremo come negli interstizi lo sporco sarà maggiore rispetto al resto del pannello, se il distacco è netto, utilizzate un netta orecchie ,che passato sugli interstizi attenuerà l’effetto.

 

 

 

Utilizziamo la stessa tecnica per il portellone laterale, ma badando bene di diluire moltissimo il colore.

 

 

 

Procedente dunque con l’altro laterale ed i frontali.

 

A questo punto diamo un po’ di realismo al sottocassa ed ai carrelli, utilizzando i colori molto diluiti, ruggine e nero per l’usura , e terra di Siena bruciata per eventuali chiazze più chiare di fango ed il nostro carro è così completo e pronto per tornare a viaggiare sui nostri plastici.

 

 

Modellismo

 

Invecchiamo i nostri carri merci

 

Dario Andò ci illustra una collaudata e veloce tecnica di invecchiamento dei  modelli dei nostri carri merci

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