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IL PLASTICO TRINACRIA

Un pezzo di Sicilia al settentrione

 

Testo: Gualtiero Palermo / Danilo Vitale

Foto: Danilo Vitale

Presentiamo per la prima volta sul nostro sito, e successivamente sul forum, il grande impianto ferroviario, in scala H0, del nostro Socio Danilo Vitale. 

Danilo, siciliano di nascita e veronese d’adozione, ferroviere di professione e modellista per passione, è già noto per la realizzazione, negli anni passati, della stazione di Palermo Centrale in scala N. Progetto iniziato nel lontano 1989, più volte abbandonato e poi ripreso in tempi più maturi, ha visto anche pubblicazioni nelle riviste di settore specializzate (n.d.r. I Treni  giugno 2004) e in altri contesti associativi. La grande stazione è stata poi venduta e di questa fatica, per l’autore, è rimasta solo la voglia di “fare” e “migliorare”.

Per alcuni anni, a causa del lavoro e delle priorità familiari, Danilo si allontana dalla sua passione, ma i soli ricordi fotografici, le sporadiche trasferte in Sicilia e il collezionismo dei singoli modellini non bastano per appagare il forte attaccamento alla terra natia. I suoi trenini hanno bisogno di girare e ripercorrere, se pur in miniatura, binari e paesaggi a lui cari.  

Approfittando di uno spazio di 40mq, in un garage della periferia scaligera, nel giugno 2012, nasce il grande progetto “Plastico Trinacria” e i cantieri prendono immediatamente il via.

 

Struttura e circolazione (Punto a Punto)


L’impianto ferroviario segue l’andamento del garage su tre pareti disegnando una sorta di spirale con una grande stazione terminale, da un lato, e una stazione “ombra”, dall’altro.

La struttura costruita su più moduli sviluppa complessivamente circa 30 metri lineari di binari.  Alcuni moduli, costruiti con listelli e tavoli di legno di diversa fattura, sono amovibili per permettere l’ordinaria manutenzione in ogni angolo del plastico. L’alimentazione è analogica (diventerà digitale a lavoro completo) e sul tutto il tracciato è prevista la presenza della linea area, seppur non funzionante. Per l’armamento sono stati utilizzati prodotti Tillig cod. 83 e Peco cod. 75.

 

Tutto il plastico è sezionato in tre tronchi, il primo gestito dalla stazione di testa, gli altri due dalle altre due stazioni e sono tutte munite di banchi ACEI. Sarà possibile in questo modo poter simulare l’esercizio ferroviario attraverso tre DM in perfetta autonomia. 

La simulazione e l’esercizio ferroviario sono garantiti da tre costruende stazioni. Una di transito, una di diramazione per due linee distinte  e una grande di testa, che, con i suoi circa 6 metri di lunghezza coincide con una parte finale della struttura.

 

 

Questa, che in realtà curverà leggermente, prevede in uscita un doppio binario che si innesterà sull’attuale plastico e un binario singolo che bypasserà, con la galleria “Oreto”, l’attuale plastico per confluire in un altro impianto ancora in fase progettuale (linea per Trapani).

 

Non manca poi una stazione nascosta, in una delle due estremità, che comprende due fasci indipendenti, “Messina” e  “Catania – Agrigento”, che permetterà l’alternanza di convogli ferroviari sempre diversi tra loro.

 

 

Naturalmente ogni stazione è dotata di un proprio magazzino merci, mentre, la grande stazione di testa comprende un vero e proprio scalo merci, magazzini, uffici, una rimessa TE e una rimessa circolare TD.  Lo schema di quest’ultima vuole ricalcare, se pur con le dovute eccezioni, la bella stazione di “Palermo Centrale” che eredita da quella reale il nome e il caratteristico fabbricato viaggiatori.

 

Stesso dicasi per una delle due stazioni di transito che prende il nome di “Torre del Lauro” e la fedele riproduzione del suo fabbricato viaggiatori. La terza, infine, si chiama ”Fiumestorto”  e occuperà una delle due curve del plastico. Caratteristica di questa stazione è il passaggio in due linee distinte che confluiranno sui “fasci nascosti” poco sopra citati. Un tocco, mi permetto di dire, di originalità è dato dalla presenza di una piccola officina manutenzione rotabili con l’acronimo “ASM” (Anonima Siciliana Meccaniche) con una storia, frutto della fantasia dell’autore, davvero interessante. L’inoltro dei rotabili è garantito da un raccordo che si dirama dalla stazione di “Fiumestorto”. 

 

Paesaggio e ambientazione (quanto fin qui realizzato)

Perfetta simbiosi tra la riproduzione di scorci realistici e paesaggi di fantasia. C’è una Sicilia in miniatura con particolari rievocativi della Messina – Palermo, dell’entroterra nisseno e tratti di piena linea della Catania – Agrigento.

 

Degno di nota il bellissimo ponte in muratura a cinque luci “Del Tauro” che prende il nome di una grotta nei pressi di Caltanissetta.

 

 

 

La storia della Trinacria passa anche dalle sue fortificazioni e dominazioni passate riproposte attraverso una suggestiva torre saracena

 

Meritano attenzione le gallerie con tipici portali e riprodotte fedelmente anche nell’interno come la galleria “Cacafuoco” e “dell’Origano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Ancora un classico casello diroccato ed uno riprodotto come al vero vicino ad un PL, il casello 72/902 posto in direzione Messina poco prima della stazione di Castelbuono.

 

Colori, architetture, vegetazione a macchia mediterranea e migliaia di particolari restituiti attraverso un grande lavoro certosino, arricchiscono di splendore il grande complesso ferroviario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ambientazione scelta non poteva che ricadere a cavallo tra la IV e la V. Epoca che ha visto in Sicilia circolare, praticamente, tutti i convogli e quasi tutte le bellissime livree marcate “Ferrovie dello Stato”. Dai locali con le ALe 840 singole e rimorchiate, ai prestigiosi espressi internazionali e nazionali, dai lussuosi rapidi con le ALe 601 o le carrozze Eurofima, ai regionali MDVC, dai merci raccoglitori a quelli misti nazionali, insomma solo chi ha poca fantasia potrebbe impantanarsi.

Questo impianto sarà la rinascita di una Sicilia ferroviaria adesso dimenticata ma che senza di essa non si potrebbe tracciare una storia completa ed esaustiva, storia che passa necessariamente anche dai trasporti.

 

I materiali

 

Da un professionista come il nostro Socio non si poteva certo pensare ad un grande kit di montaggio. No, l’intero lavoro è quasi interamente auto costruito. I fabbricati, le opere murarie, i banchi ACEI, la palificazione e tutti quei particolari che servono al funzionamento corretto di una ferrovia sono frutto di lavoro minuzioso, studiato, e prodotto con i metodi più disparati e tecniche da vero gioielliere.

 

Filo d’ottone e rame, profili d’ottone di viarie dimensioni e cavetti elettrici per quanto riguarda la palificazione e la catenaria, tutto saldato ovviamente.  Listelli e fogli di legno di varie tipologie e forme per quanto concerne i fabbricati e le altre opere in muratura opportunamente alternate a stucco per legno.

 

 

Altri materiali usati sono il poliplan, il sughero e per la massicciata della granella di sabbia e della sabbiolina in uso per altri contesti. I colori maggiormente usati sono gli acrilici e le tempere per le sporcature e gli invecchiamenti. Soltanto l’armamento, due PL e parte della vegetazione provengono da note aziende modellistiche.

 

Si rimanda poi all’autore per conoscere nei particolari le tecniche e i metodi di costruzione.

 

 

Non ci resta che salutarvi e rimandarvi al forum dove sarà possibile interfacciarsi con Danilo, ammirare ulteriori foto e tenere d’occhio i continui aggiornamenti di questa bellissima realizzazione.

 

 

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